Maternità oltre gli ostacoli: “Disabilmentemamme”

(di Antonella Carta)

C’è chi si fa abbattere dalle difficoltà e chi reagisce e costruisce qualcosa di bello e significativo anche per gli altri.

È il caso di Antonella Tarantino, co-fondatrice dell’associazione Disabilmente mamme, mamma con disabilità che non si è arresa al fatto che la vita da subito non fosse stata generosa con lei.

Affetta da displegia spastica a causa di una paralisi cerebrale infantile, ha vissuto l’iter che molte persone considerate a vario titolo “diverse” sono costrette ad affrontare: lo sconcerto o l’imbarazzo degli sguardi per strada, la ghettizzazione a scuola anche a causa di un corpo docente allora più impreparato all’inclusività, gli episodi di bullismo da parte di alcuni compagni.

In questi casi viene da pensare che ad essere disabile non è tanto chi si trova in una condizione oggettiva di deficit psicomotorio non per propria volontà, quanto chi, pur non avendo limiti apparenti, si “disabilita” da sé non attivando canali che dovrebbero per natura appartenere all’umanità: l’accoglienza, la disponibilità a rivedere il proprio punto di vista, il riconoscere nell’altro la bellezza dell’essere simili per certi aspetti e diversi per altri e lasciarsi arricchire dall’incontro.

DISABILMENTE MAMME: LA STORIA E LA RINASCITA DI ANTONELLA TARANTINO

Circa sette anni fa Antonella si innamorò, si sposò, scoprì di aspettare un bambino. La gioia sua e di suo marito non si lasciò intaccare dall’espressione sgomenta della ginecologa che la fissò come se avesse compiuto un reato.

Nato il bambino, dovette imparare a farcela da sola, col supporto della famiglia ma senza potersi confrontare con donne che vivessero la sua stessa esperienza.

Tre anni dopo, le capitò di vedere un video che raccontava di disabilità e maternità e fu colpita dalla ferocia dei messaggi contro le donne che, pur avendo importanti difficoltà, avevano scelto la maternità. Quindi contattò il blog Disabili abili alla ricerca di altre mamme e fu così che conobbe Samanta Crespi, con la quale creò un gruppo su Whatsapp.  

Il gruppo crebbe oltre ogni previsione, per cui crearono una pagina Facebook che ebbe in breve tempo un boom d’iscrizioni, grazie anche al contributo di Margherita Rastiello che l’arricchì con dei video sulla propria esperienza personale.

A partire da là, queste mamme coraggiose e combattive oggi hanno stretto contatti con personaggi del mondo dello spettacolo disabili e non, come l’attrice Antonella Ferrari, lo scrittore Mauro Montinelli o Raffaele Bortone di Rai Yoyo. Nel tempo, hanno anche organizzato una serie di eventi con esperti del settore, uno al mese, per consentire a persone con disabilità e normotipiche di poter approfondire le proprie conoscenze col supporto rispettivamente di una ginecologa, un’ostetrica, un’assistente sociale, un avvocato, un motival coatch, una fashion stylist, degli psicologi.

Una svolta significativa è stato l’incontro con Rainbow Diversamente Radio, che si occupa di sociale avvalendosi anche di collaboratori con disabilità, come anche l’evento organizzato con Amaram (Associazione malattie rare) durante il quale alcuni psicologi hanno illustrato le dinamiche all’interno delle famiglie con figli (o genitori) disabili. 

Ma non si fermano queste mamme: al contrario, sono riuscite a far parlare della propria associazione anche attraverso articoli sul sito del Ministero della Salute e sul Corriere della Sera.

Adesso hanno in programma un tour nelle scuole sulla “Normalità della disabilità”, col patrocinio dei Sindaci di Modena e Castelvetro, insieme a Juliet Kaine, campionessa di Kayak ed Handbike e, a seguire, un evento sull’inclusione scolastica che prevede la presenza di figure istituzionali del settore – compresa un’insegnante con disabilità. A ottobre, inoltre, è previsto un ulteriore evento, stavolta sull’inclusività nello sport. 

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