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“Io, rifiutata perché in carrozzina”: la denuncia di Roberta Macrì

(di Giovanni Cupidi)

“Io, rifiutata al concorso per Miss Reginetta Over perché in carrozzina “. Questa la denuncia (pubblicata sui suoi social) di Roberta Macrì, 31 anni di Messina, disabile paraplegica, nota per le sue innumerevoli battaglie con le quali ha sdoganato diversi pregiudizi sulle persone con disabilità. 

Lo scorso luglio Roberta partecipa alle selezioni regionali per il concorso “Miss Reginetta Over” superando due selezioni fino a poter indossare la fascia come rappresentante della Sicilia nella categoria “junior” alle fasi finali che avranno luogo a Rimini.

Roberta decide di partecipare al concorso, come scrive sul suo profilo Instagram, con l’intento di poter trasmettere “un messaggio positivo sulla bellezza e sull’inclusione” avendo avuto conforto che l’organizzazione già da diversi anni avesse “porte aperte” alle donne con disabilità.

Tutto viene, invece, bruscamente interrotto quando il referente di zona comunica a Roberta che non avrebbe più potuto partecipare come concorrente alla finale di Rimini ma al massimo come ospite “speciale”, senza darle spiegazioni per questa decisione. 

Dopo diverse interlocuzioni e varie telefonate, anche con un referente che si occupa della logistica del concorso, Roberta riesce a sapere le reali motivazioni di questa clamorosa esclusione. 

Semplicemente “non era previsto” che una concorrente in carrozzina sarebbe potuta arrivare fino alle fasi finali per cui tutta la kermesse non è attrezzata a ospitare una ragazza in carrozzina, dalle attività organizzate nelle giornate del concorso per le miss in luoghi non accessibili fino alla sfilata della serata finale su una passerella non adatta perché posizionata, tra l’altro, su una spiaggia libera.

Oltre alla delusione di non poter partecipare di fatto alla fase finale del concorso a Roberta tocca anche sentire tutte le giustificazioni degli organizzatori, da quelle di ordine burocratico (autorizzazioni per l’adeguamento delle strutture), a quelle di non essere addirittura a conoscenza della sua partecipazione al concorso, cosa assolutamente non vera, ovviamente –  in quanto è prevista la registrazione delle concorrenti sul sito Internet nazionale del concorso con tanto di foto da inoltrare. 

A Roberta gli organizzatori propongono quindi, come detto prima, la partecipazione come ospite, cercando di invogliarla ricordandole la presenza di emittenti televisive nazionali e testate giornalistiche, potendo però salire solo sul palco principale attraverso una pedana frontale (da realizzare) per lanciare il suo messaggio. Roberta non accetta questa proposta motivandola così sul suo post pubblico: “Ma che messaggio positivo avrei potuto mandare? Di sicuro solo per far fare bella figura a loro perché la realtà è che mi hanno esclusa dal concorso a causa della mia disabilità. Se si “aprono le porte” alla disabilità, si aprono a tutte le disabilità, non solo ad alcune, altrimenti è una nicchia e può indurre a pensare che sia solo per finto buonismo e finto pietismo. Ed io/noi non vogliamo questo, vogliamo un’inclusione a 360 gradi”.

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